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Michelangelo Buonarroti

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La Poesia ... di Michelangelo

Michelangelo Buonarroti

La poesia di Michelangelo è stata diversamente valutata, esaltata come manifestazione di umanità sublime o severamente limitata e posta su di un piano intermedio fra l'opera artistica e il documento biografico, respinta per la sua incompiutezza e fatica a dominare gli elementi letterari da cui frequentemente nasce. Indubbiamente le Rime occupano un posto di rilievo nel complesso della lirica cinquecentesca...


- Wikipedia
- Casa Buonarroti



michelangelo buonarroti


Dalla scoperta dell'autografia michelangiolesca della statua del papa (Giulio II), Antonio Forcellino, inizia una indagine approfondita degli scenari in cui venne concepita l'opera, a cui Michelangelo lavorò per quarant'anni definendola come la tragedia della propria vita, decifrando gli indizi ambigui di cui è disseminata.

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Altre Opere - Michelangelo Buonarroti

 

il David, l'affresco sulla volta della Cappella Sistina e il grande Giudizio Universale posto sulla parete sopra l'altare, la celebre Pietà (alta 1,80 mt, scolpita intorno al 1499 dall'artista ventiquattrenne), il Mosè o il monumentale complesso delle Tombe Medicee nella Sacrestia Nuova di San Lorenzo.

 


 


Tondo doni:

Primo e unico quadro. Doveva essere un regalo di nozze. Raffigura la famiglia Sacra, che sembra una normalissima famiglia che gioca su un prato, essa rappresenta la vita dopo e durante Dio. Nello sfondo ci sono gli ignudi, una nuova iconografia, che rappresentano la vita prima di Dio. A destra dietro quel ‘’muretto’’ c’è San Giovanni che è il punto di riferimento tra la vita prima e dopo Dio. C’è uno schema nuovo,un gioco di movimenti, è sempre presente la tensione muscolare, i corpi sono in continuo movimento, e il viso è molto espressivo, è presenta anche una gestualità dei personaggi, e il chiaroscuro del panneggio rende voluminosi i corpi quasi come fossero veri, i colori sono vibranti e c’è un gioco di ombre. Per esaltare la monumentalità dei corpi raffigura la Vergine somigliante a un uomo. Verrà poi ripresa, la Vergine, da Raffaello nella Pala Baglioni personificata, però, in una donna pia che sorregge la Madonna. Le posture vengono raffigurate in modo contorto come del resto la sua personalità. L’arte antica lo ha influenzato.

Volta della cappella sistina:

Papa Giulio II lo obbliga a farla, infatti, ci ha messo molto a farla perché non era motivato. Era profondamente offeso dall’incarico perché lui si riteneva, e era, scultore e non pittore. I cardinale erano contrari per i nudi. Rappresenta la Genesi, e una devozione nei confronti di Dio. Una particolarità è la scelta stilistica, le figure sono attente anatomicamente e muscolarmente. Scene sono incorniciate da finte cornici dipinte che usa per distinguere le storie e dare movimento. L’architettura finta crea una sorta di corridoio centrale. Lui comincia a vedere lo sforzo dell’uomo per ribellarsi dalla corporalità e arrivare all’essenza.

Affresco della cappella sistina:

compiuto sotto Papa Farnese. Lo realizza da vecchio, quando lo fa rende la parete diagonale, elimina qualsiasi forma architettonica perché vuole tutte la parete. Mette Cristo Giudice al centro della scena è illuminato da una luce che non si sa bene da dove provenga; sotto, a sinistra il Paradiso con le anime che ascendono,e a destra, l’Inferno con all’ingresso Caronte; vicino a lui c’è Minasse che ha i tratti di un ecclesiastico che andava contro agli ideale di Michelangelo. Al fianco del Cristo c’è la Vergine e attorno a lui ci sono delle anime che attendono il suo giudizio, alcune di queste anime sono riconoscibili grazie a degli oggetti che hanno accanto a loro come ad esempio vari santi tipo: S. Lorenzo che ha una graticola, S. Pietro che ha le chiavi di Roma e S. Bartolomeo che tiene in mano una pelle scuoiata che è, tra l’altro, Michelangelo. La croce, la corona e la colonna, in alto, sono i simboli della Passione di Cristo. Non ci sono cornici, né storie delimitate. C’è una spiccata prospettiva, la muscolarità dei corpi è ben accentuata, i colori e lo schema libero lo differenziano dalle sue opere giovanili. Subirà poi cambiamenti dovuti a decisioni successive al Concilio di Trento. Lui è più pessimista e in crisi lo si capisce anche dalla scelta dei colori.

La Pietà, una delle sue opere giovanili, molto criticata dai contemporanei in quanto la Vergine è rappresentata come coetanea del figlio, come simbolo di purezza. Non è una rappresentazione tipica delle nostre zone, dove si vede la Madonna con il bambino, ma è ripresa dal nord Europa. È a tutto tondo, le superfici della pelle la fanno sembrare vera, il chiaro scuro del fortissimo panneggio rende la composizione viva e leggera. Il Cristo ha una consistenza. La struttura è piramidale. È la prima opera che compare firmata sul fascione della Vergine. tombe medicee: Fatte per i Medici nella Sacrestia Nuova di S. Lorenzo. Sono realistiche e classicheggianti. Non sono state finite, volutamente per dare l’idea che la figura si vuole liberare dalla materia in eccesso. Sono due tombe fatte per Lorenzo dè Medici e il figlio Giuliano. Il sarcofago del padre ha sopra le statue che rappresentano il giorno e la notte, lui è rappresentato come un uomo intellettuale. In quello del figlio, rappresentato come un condottiero con la spada e l’armatura, le due statue sono l’aurora e il crepuscolo. I sarcofagi sono semplici e le tombe sono a parete.